Oigitized by PROEMIO 5 A quesi'allimo periodo di ricerche egli panni oggimai la presenie etìt nostra estere pervenuta-, ed io «tesso mi consolo meco del U grandetta delle nostre lettere, ch'esse sieno pure giunte a sentire in sè non solo il bisogno di conoscere tutta l' iniìtiita successione de* casi nmani, ond' ebbe principio e si formò il presente stato delle società civili, ma ben anche la prima origine dalla quale i fallì di tante narioni disseminate pel mondo ebbero cominciamento.

Realli fe cammm-59

Le origini arfa'tic1ie, trojaoe e greche , vanivano a flmmecrfarai colle ila Kan^ aeaaa il legamo del comnna priadpio.

Jje confane memorie fecale dal aoprawennti, i^niieatavanei ai rila(^iava Do, «econdo le indi- nasioni, secondo gli ocenlii ed in lam mti intendimenti ; e da qaella adullerai^one s'inoomindava la fiilm istoria ditali» e di Grecia. uiyiii^ud by Google CAPITOLO DUODECIMO Pn MO Aitino w b Meo ^ pwpp fino io Umgi non mtlto lootani la d Monioantoe di Selva di Fetonte; e Miniale pacl& di queala aalva a«g U Epigrammi cane di laogo celebre (i).

vero, fatto sorgere il bisogno di conoscere per mezzo di una sola storta tolti gli uomini che dallo stretto di Cadice sino al fiume Indo obbe- divano a' nuovi dominatori; due valentissimi Italiani, Diodoro Siculo e Trogo Pompeo (2)conlemporanei di Giulio Cesare, avevano anche assumo l'immenso ed inaudito carico di tale istoria, e condottala a compiuto fine, il primo iu lingua greca, il secondo in lingua latina.

Basta però por r occhio sui libri che ci rimasero di quella prima istoria, e sul ocunpendio che fece Giostino della seconda per convincersi che se • ■ * ■ di comporre un popolo.

solo Lazio , cioè di quello de* nostri stali che pe' suoi primi princìpi e per le sue istituzioni era noa solo il manco avverso ad accogliere le trasfigurazioni forestiere, ma poriatx) anzi ed interes- sato ad abbellirsene, annientando o colla violenza, o colla noncuransn u eoa ogni altro mezzo che gli tornasse suf Gciente, tulle le memorie storiche e tradizionitli degli antichi popoli italici ma toni gli atudj di questi dotti, trariati dalle &lse opi- IMOni di qarili che li precedettero, se pare giunsero a purgare in parto r iiloria dalle bugiarde hvole de' Greci , non si condussero ad altro rìiultamento se non forse a quello di balzarci dalle origini greche nelle sirie, fenicie^ Cfi***^» iodiane e, le Dio ne aalvi , scitiche ed africane. quale si tencvaìM) nascoste da chi trovò dappoi soo conto ad averlo servo Mlr'aopéiéliaio M «aacci Ugliey sai M griinarie e scostumate delle pagode. Vcdemn BO già come Dionigi d' Alicarnasso reputasse , oltre gli Abori- geni , i Timoni un popolo naturalo d' Italia^ Tra le favole da cui furooo abbellite o disfigurate tutte le antiolie- aeanorte storiche, noi troviamo ra- dicata nelle credenze popolari degli Itali antichi , quella che i primi loro progenitori fossero qui nati dalle selve, c che Saturno c Giano gli avessero istituiti ad una vita non solo civile ma felice (*) , introducendo non p;ià la (*) Bnntlro coti nam atf Bnéa* lìe origini -romana.' * ...... Allora, o Sobae» la virtù de Mt «eetra dtlà vano tatti i popdi al di aa eai rt c Man ed i Uaatre; perciecdiè avaaiaado di gran Inaga ia ecee Neant tatti gli altri di graadesaa d* animo come di penala dell* arte militare , e in compagnia degli altri Gred ed nache cola , eaieado atate da sola abbandoaata, aoateaae tatti ^i estremi perico H die dir n pooioao, fin- ché espugnò e mandò a terra tutti i detti aemid per conaarvara e leatilain agli amici la lor primiera libertà. — Il primo loro liso dovuto agli Italiani — Giuste congetture del Guar- nacci malamenu riprete dal Lanzi» — Fazioni dell' Accademia fiorentina.

L'Italia dalla quale, secondo le iudicazioni date dalle memorie più antiche, dovevano movere le loro indagini, era forse l'ultimo paese a cui si pensasse. Neil' esaminare quanto gli antichi scrissero sull'India, io mi meravigliai grandemente de' moderni eh' essi avessero osato d' al Fermarc che V incivili- mento non solo d' Italia , ma di tutto V Occidente venne di là. Queali «ioilioral 14 io6 PAETB PEIMA i NUBorio M ddic co M y come scrìs M Tk^o Porope Of mi bentl b egna- ^limia dei diritti ùumi ad Ua ge«9i Bfia.aipilialui pei:laag)ii,cpa(|«li. u Poi che fu condotta a fine Pimpresa, avveooe che fattosi un grandissimo terremoto ed innondazione , che durò per ispazio di un giorno e di una notte , la terra si aperse ed inghiottì tutti quei valorosi e bellicosi uomini, e Pisola Atlantide si sommerse nel profondo del mare » (i). — Arti — Architettura — Scultura — Pittura — f^asi fittili dipinti — Denomi- nazione dei Terreni ed Etrutchi derivate dalle edificazioni italiane — Musica — Danza — Meccanica — Marineria — Geografia — Astronomia di questi antichissimi Italiani . Ad ogni modo con quella sua ere- densa lalla patria dei d Tilissatori della Greeia, aveva poeto il vero e (Olb OM, 8tor. Certo una malediaione pesò perpetua sulla istoria delie origini itelìcfae, perchè alaeno dopo quella nuova proposta del Guarnscci, esse dovevano ^ esiete chia- rite e tolte ai dnbbj, se il Micali in luogo di retrooedevedeva un soh» passo innanzi nella via delle ricerche. Se fosse vero quanto già scrisse Dioiloro, che cioi^ gli Indiani erano au- totoni , cioè nati sul suolo, noi non potremmo attribuire se non alla vio- lenia della conquista la divisione delle caste e la mancanza degli allodj e dei possessi notata dagli aerittori {4). Conclude all' ultimo che questi Atlantidi giunti a tanta grandezza e po- tenia , guasti in fine i coattimi , e le cupidili a la vìalanse preaa il luogo della tempennaa a della oaoeardia) a^alt Uarana il guardo di Gi ove , che adonata il Cooaiglio d^i Deij li aeotanai^ fané ad eaaere aamaierai, giac- ché del dialogo aaanca il fine. C ninno il poteva più agevol- mente di lui, perchè, oltre all'essere nato e vissuto frameuo ai monu- menii deir Antichìssimo periodo istorìco degl'ltalinui, non gli mancarono certamente ne cultura e grandezza di siudj, nò alta e generosa tene- rezza di questa nostra comune patria, ne largliecxa di lutti (^uei doni di fortuna che rendono gli uomini più incaloriti e sofferenti in queste penose e lentissime lucnbrazioni. Un altro indizio, di esterna provenienaa potiebbe derivare dalla relipone. Non è da dirai aa su «jaaata nairaaiaoi di Piatane alkbaiidaaicn» i cani* menti, mamima in. Una noora aggragaiion Cf denocuaau ronuna, tenÌTO all'ollìmo for- mandosi di tatti i malconionli di quatti nllimi, die emónta a grande Iona in pÌQoolÌMÌnio «pasio di 'teapo, iniettava, debellava, conquideva le popolaaìooi vicine. — Del culto degli animali i ragione di tale culto , e indicazioni della sua procedenza dall' Italia. Popolazioni bÌMclu e nere patte su Ua costa la ili'i lampi d' Inacn r Setntln ^ . Kemiea c lotte per U nainra dal U aoa fimasionc^ e poruta alla gnerm non manoo dalla ano ia Ulo Moni cibe dal iwlore di naft dora e lilveatio gioveotù, qaan adiivo d'ogni memoria di comniiann d'origini, acmrenava ogni fi Jm ifidiiioni d'orni provmieiiiafeffeitiera. — // trapiantamento della mitologia atalantiea in Egitto indicato dai monumenti Panchei. — Dottrine mora Ii,egixie ed italiane, — Conformità dello stile e dei prin- cipi delle arti in Egitto ed in Italia. A' tempi medesimi del Maffei si parlava trepidando di antichità italiane/ anteriori a Roma j ond' egli scriveva : il mondo non avere ai t O'QA valcaw hri w w BW B l» ceneaene ttaa a qua J paato i Greci avessi Bro sp MNi li love prate Bsiooi sulle origi Di dei popoli iullaol, e lino a qual pule ftoifi hìbcqo Ji II, .ls|p 11 conpendio di Trogo tolto da Gioi Uno, al Hb. Digitized by Google 8 PBonno suoi di atra ùIm ài tuak Xkk tkt p^mhè i^M ; gli Eknuchi et- sere Una gente poco nota, ed omt 1 4udimen U di aprir la irim col suo esempio ad una pontg di natÌMié MSssùne e peregrine (i). Ofi SENioade poi da dna • diasi i MOvano DVF-DESEN, ed rhdendo U r e la ■ finalli DVDESE. Ella pare fatalità che le opinioni piìi assurde sieiio appunto quelle che mettono mag'« gior radice, a simiglianza delle piante maligne e nocive. Queste cose scrisse Platone nel Timco^ e poscia nel susseguente dialogo intitolato il Crizia segui s ponendo come la menzionata invasione degli Atlau- tidt scgnisie nove mila anni innansi Socrate, Pani» deg K interloeotoffi dd dialogo (i), io- an* epoca io cai il paeae di Grada era ta tatto diverso da qaol che vedevaai d dl dello acritiora,- poeto aossopra dai dilavji malati i •piagai pascoli' ià aridi aeogit, le montagae m altare , le vdii ia aeal di BBaffe.